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Sulla sostenibilità ARCHIVIO
13 gennaio 2017

La competitività “sostenibile” delle PMI di territorio

Autore:  greendolomiti

* Paolo Ricotti

Tutti quelli che parlano di “Sostenibilità” intesa come vincolo ambientale e sociale, intravedono prevalentemente oneri e complessità. Come se fosse un fardello aggiuntivo alla già pesantissima attività giornaliera piena di burocrazia, tasse, quadrature dei conti, difficoltà organizzative, crisi dei mercati. Un fastidio in più da dover affrontare, per altro in un contesto di frastuono di sirene che cantano storie diverse, tutte con aumento degli investimenti, impegni apparentemente non produttivi, incerte prospettive.
In verità, quella percezione è certamente errata in quanto la Sostenibilità è una enorme e duratura opportunità per le imprese, soprattutto per le PMI di territorio, se la si sa osservare nella maniera giusta e se si implementano con convinzione le corrette azioni.
Ecco in grande sintesi cosa in concreto occorre fare, sulla base delle esperienze della mia fondazione onlus (www.plef.org) e dei suoi soci manager e imprenditori.
1) Sostenibilità economica e competitiva: Analizzare bene il proprio Posizionamento Competitivo facendo forza sulle proprie esclusività (immateriali) non replicabili.
Spesso questo argomento non è proprio trattato nelle imprese, dimenticando che è il primo punto da affrontare prima di andare sul mercato. La sostenibilità offre ora l’opportunità di guardare a nuovi mercati, nuovi sistemi distributivi emergenti, nuovi consumi che implicano una progressiva trasformazione gestionale e culturale dell’impresa e dei relativi prodotti senza investimenti aggiuntivi. Inoltre, i mercati che generano il massimo Valore Aggiunto sono quelli collegati ai beni e bisogni di natura immateriale – arte, musica, sport, intrattenimento, beni naturali, storici, relazionali, turismo, internet, wellness, ecc. – proprio perché difficilmente replicabili o trasferibili. Sono tutti beni proponibili al mercato proprio dalle PMI di territorio, perché insistono all’interno di ogni territorio del nostro paese. Sono per altro beni e bisogni che non creano impatto ambientale, che migliorano la soddisfazione, qualità di vita e il benessere della gente. Si tratta di guardare ai nuovi stili emergenti per capire come una propria forza esclusiva potrà essere identificata all’interno delle propria impresa ed essere poi reinterpretata all’interno della proposizione commerciale dei propri prodotti e servizi.
2) Sostenibilità ambientale: Ridurre i Costi Variabili, anziché concentrarsi sulla riduzione dei Costi Fissi, ridisegnando la propria “Supply Chain”.
La materia che genera gli impatti ambientali si trova quasi esclusivamente all’interno dei costi variabili di produzione, mentre nei costi fissi ci sono quasi esclusivamente costi che non generano inquinamento o scarti non riciclabili. Inoltre nei costi fissi ci sono tutti quegli elementi di qualità di natura immateriale – spesso esclusivi (es. capitale umano e Know-how) – che generano il vero valore dell’impresa, dunque, da non ridurre o ridimensionare, anzi, da preservare e valorizzare anche con politiche evolutive collegate alla Remunerazione Immateriale. Per quanto riguarda i costi variabili, basta ad esempio ridurre la presenza del Packaging nella catena dal valore dei propri prodotti per trovare quelle risorse e che servono all’impresa per rimettere in moto la spirale dello sviluppo. E con l’eliminazione o riduzione del Packaging – ed il relativo cambio di paradigma marketing della propria proposizione commerciale – molti altri costi indiretti si ridurranno automaticamente (magazzino, impianti, spazi, personale dedicato, trasporto, handling, amministrazione, ecc.). Occorre analizzare bene la propria “Supply Chain”, smaterializzarla il più possibile, per trovare quelle economie utili per il rilancio della propria impresa, senza sacrificare qualità e benessere e senza investimenti aggiuntivi.
3) Sostenibilità Sociale: Reinvestire nel territorio il maggiore Valore Aggiunto creato con i primi due punti.
In una logica di economia circolare (Cradle to Cradle) e di bio-imitazione (imitazione di come opera la natura e quali principi di base sorreggono le evoluzioni universali del nostro universo) occorre saper ridare alla natura ciò che prendiamo.
Con questa affermazione intendo dire che spesso quei valori esclusivi di natura immateriale che caratterizzando una specifica impresa e la rendono davvero competitiva e solida sul mercato, sono collegati ai patrimoni naturali e storici di un determinato territorio. Non solo patrimoni fisici, ma soprattutto di natura relazionale, culturale, di know-how, di arti e mestieri tramandati nei secoli, ed altro ancora (quello che si definisce in termini tecnici il “Genius Loci”). L’Italia è il paese più ricco al mondo per questa categoria di beni, in ogni suo territorio, in ogni singola comunità che vanta eredità millenarie ben radicate all’interno dell’evoluzione biologica e culturale della sua popolazione.
Non sarà solo possibile rinforzare la propria forza e quota di mercato in quello specifico territorio, ma sarà anche possibile affrontare il mercato globale in sinergia con altre imprese eccellenti del territorio che operano in altri tipi di mercato. Inoltre, sarà importante lavorare con le istituzioni e amministrazioni locali per identificare un Posizionamento di Territorio complessivo su cui fare poi leva nel contesto del proprio specifico posizionamento strategico.
In altri termini, occorre prestare molta attenzione alla vitalità e benessere del proprio territorio con espliciti investimenti e attività locali, proprio per esprimere gratitudine a ciò che ha reso credibile la propria esistenza e proposizione commerciale.
Come è possibile osservare, la grande opportunità della sostenibilità, non verte soltanto su argomenti di natura tecnico-ambientale, ma soprattutto su argomenti di natura strategica e, dunque, collegata a specifiche metodologie di approccio alla competitività e creazione di Valore Aggiunto. Oggi già esistono concrete esperienze e disponibilità di strumenti di gestione appropriati per questa progressiva evoluzione sostenibile delle imprese, soprattutto per quelle PMI che fanno del territorio la propria leva competitiva. Si tratta solo di crederci, approfondire, implementare progressivamente, senza rivoluzioni o modifiche traumatiche.

*Fondatore di Planet Life Economy Foundation (www.plef.org)

Riferimenti

Planet Life Economy Foundation – Planomia – Franco Angeli – 2008
Paolo Ricotti: Sostenibilità e Green economy – Quarto Settore – Franco Angeli – 2010
Paolo Ricotti: La riscossa competitiva delle PMI del territorio – Franco Angeli – 2014
Paolo Ricotti: Renaissanze Economy (e-book) – Amazon – 2016.

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