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Aziende green ARCHIVIO
20 aprile 2017

Etica, sostenibilità e responsabilità sociale nel futuro del Gruppo Gatto di Domegge di Cadore

Autore:  Green Dolomiti

Il GRUPPO GATTO con sede a Domegge di Cadore di Cadore nel cuore delle Dolomiti bellunesi sta investendo nella creazione di un modello di gestione improntato allo “sviluppo sostenibile”. Tutela dell’ambiente, etica e responsabilità sociale, corretto rapporto con tutti gli stakeholders sono alla base del percorso intrapreso dall’azienda che ha anche attivato una collaborazione con ANTEO, la società Spin off dell’Università Cà Foscari di Venezia che aiuta le imprese nelle strategie di sostenibilità aziendale.

Dal corner personalizzato al display, dal packaging alla vetrinistica, il GRUPPO GATTO è un’azienda leader in Europa nella progettazione e realizzazione di soluzioni coordinate e innovative per la comunicazione sul punto vendita. «Le nostre aziende sono in grado di seguire tutte le fasi di sviluppo del prodotto, dal design concept sino all’industrializzazione, dalla produzione alla distribuzione su scala internazionale», spiega Cristian Paravano, direttore generale del Gruppo che tra i suoi clienti annovera molti dei principali players nel settore degli occhiali, della gioielleria e della cosmetica. Il gruppo impiega quasi 600 dipendenti, dislocati nei cinque stabilimenti produttivi situati in Italia, Croazia, Cina e presso la sua sede centrale, sempre in Italia, nel cuore delle Dolomiti.

Dal 2016 grazie alla collaborazione con ANTEO, il Gruppo Gatto ha iniziato un percorso di acquisizione di competenze in materia di carbon footprint che ha coinvolto il personale a vari livelli. L’obiettivo era ridurre le emissioni di CO2, sia durante il ciclo produttivo, sia nel corso della vita dei prodotti e del loro successivo smaltimento. Grazie all’impiego più strutturato di alcune specifiche competenze il Gruppo Gatto ha valutato l’impatto del carbon footprint sui prodotti. Un’ulteriore dimostrazione del proprio impegno nei confronti del climate change e più in generale dell’impatto dei materiali utilizzati sull’ambiente.

Nel 2017 il Gruppo Gatto investirà ancor di più nella salvaguardia dell’ambiente con un attento monitoraggio delle emissioni di CO2 presso le proprie unità produttive, coinvolgendo nel progetto in modo strutturato anche i propri stakeholder e adottando Il sistema “life cycle” – Valutazione del Ciclo di Vita – ovvero uno strumento utilizzato per stimare il potenziale impatto ambientale di un prodotto, di un processo o di un’attività durante tutto il suo ciclo di vita. Attualmente il team Ricerca e Sviluppo del Gruppo Gatto sta testando l’utilizzo di plastiche bio-based o riciclate. Le plastiche comunemente ricavate dal petrolio e utilizzate nei prodotti, infatti, sono state le prime ad essere riconsiderate in un primo importante passo verso un’ottica green. In un prossimo futuro si cercheranno soluzioni per sostituire i materiali usati nei rivestimenti degli astucci e in altri articoli di produzione, con altri che risultino più ecologici.
«Il percorso intrapreso da Gatto Astucci nel 2016 su queste tematiche, ha trovato la partecipazione attiva ed entusiasta di tutti i nostri collaboratori, anche di quelli che non appartenevano al team dedicato alla produzione e alle specifiche tematiche carbon footprint – spiega Cristian Paravano – Una dimostrazione in più sull’utilità di un percorso di coinvolgimento che abbraccia l’intera struttura aziendale. Uno dei risultati collaterali di questa politica aziendale, inoltre, è stata l’individuazione di inefficienze nascoste e la conseguente ottimizzazione di alcune fasi produttive e organizzative. Il forte impegno dell’azienda nel settore della sostenibilità, posizionerà Gatto Astucci ai vertici del mercato, non solo per la riconosciuta qualità dei suoi prodotti, ma anche per lo spirito innovativo e l’atteggiamento proattivo nei confronti delle tematiche ambientali e sociali. L’obiettivo che il gruppo si prefigge – conclude Paravano – è la creazione di un modello di business “viable”, nella consapevolezza che ambiente e collaboratori rappresentano delle risorse preziose, da preservare al meglio e sviluppare».

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