“Nella capitale francese non possiamo ripetere gli errori della conferenza di Copenhagen nel 2009, esempio di inconcludenza dei vertici sul Clima. Non sono ammesse passerelle e impegni generici che non si traducano in sforzi economici e ambientali. Perché i rischi per il Pianeta sono evidenti e riguardano noi e i nostri figli, non un futuro lontano”. Lo scrive il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in una lettera a Repubblica in cui sottolinea che “un accordo globale, ambizioso e vincolante alla Cop21 rappresenta l’unica risposta possibile ai cambiamenti climatici. Per questo Parigi deve essere il luogo della speranza e dell’impegno”. “Se non sapremo intervenire per contenere sotto l’asticella dei due gradi centigradi l’aumento del riscaldamento globale, il Pianeta diventerà per centinaia di milioni di persone un luogo impossibile in cui vivere”, avverte Galletti. “Di fronte a questo drammatico scenario, abbiamo assistito in questi mesi a una straordinaria presa di coscienza mondiale”, dall’enciclica “Laudato Si'” di Papa Francesco agli impegni di Cina e Usa per ridurre le emissioni, fino all’intesa sui target raggiunta in Ue. “Mentre su altri temi emergono le divisioni più dolorose, pensiamo all’immigrazione, sul clima – evidenzia il ministro – si può davvero dire che l’Europa abbia fatto l’Europa, mostrando i motivi del suo stare insieme”. Tra i target stabiliti dall’Europa, Galletti ricorda l’azzeramento delle emissioni entro il 2100, “un obiettivo destinato a cambiare profondamente l’economia mondiale, portandola verso un modello circolare, di riciclo e rigenerazione, di piena sostenibilità ambientale dei processi produttivi. A Parigi, in virtù di quello che potrebbe significare in chiave economica il raggiungimento di un accordo storico, potrebbe esserci battaglia vera con lobby fra le più potenti del mondo. Noi – conclude – siamo pronti a combatterla”.